“Può sciogliere i nodi solo l’amore”: l’omelia di don Emanuele Casadio alla sua Prima Messa

Domenica 5 settembre don Emanuele Casadio ha celebrato la Prima Messa nella nostra parrocchia, circondato da amici, parenti e dall’affetto della comunità che lo ha visto nascere e crescere.

Nella sua omelia ha commentato il miracolo di Gesù che, pronunciando la parola aramaica Effatà (apriti), guarisce una persona sordomuta: “subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente” (vangelo di Marco 7,31-37). Pubblichiamo il file audio integrale della riflessione di don Emanuele, breve e diretta: il gesto di Gesù ci raggiunge attraverso il battesimo e si estende a tutta la nostra vita, liberandoci dalle nostre sordità e dai nostri mutismi.

Cena all’aperto dopo la celebrazione, con il taglio della torta

Festa per Emanuele Casadio che diventa prete

Don Emanuele, nato e cresciuto nella parrocchia di Reda, sta per diventare prete: un bel regalo per la nostra unità pastorale e per tutta la Chiesa! Ecco i principali appuntamenti:

  • domenica 29 alle Messe di Reda (ore 11 e ore 20) raccoglieremo offerte per regalare ad Emanuele il calice della Prima Messa (si può donare anche con Satispay al numero di don Alberto 3291548299, commento “regalo calice”)
  • giovedì 2 ore 20.45 a Reda adorazione eucaristica pregando per lui e per le vocazioni al sacerdozio
  • sabato 4 ore 18 nel cortile del seminario di Faenza (viale Stradone 30) ci sarà la Messa di ordinazione presieduta dal vescovo
  • domenica 5 alle 17.30 nel campo sportivo della parrocchia di Reda don Emanuele celebra la sua Prima Messa; al termine ci sarà una cena all’aperto (non viene celebrata la Messa alle 20)

Don Emanuele svolgerà il suo ministero nella parrocchia di Russi come vice parroco.

Un’opera d’arte per il battistero della chiesa

All’inizio del mese di luglio è stata installata nella chiesa parrocchiale di Reda un’opera artistica per completare e arricchire la zona del fonte battesimale. L’opera, realizzata da Gaetano Emanuele Gambino con mattonelle di terracotta ricoperte di foglia d’oro, è collocata a tutta altezza nella parete laterale sinistra della chiesa, al centro della specchiatura delimitata da due pilastri di cemento armato dietro al fonte battesimale.

L’opera si presenta come una cascata d’oro che scende dal cielo verso la terra, secondo il movimento discendente della grazia e dell’amore donati da Dio agli uomini (“l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” – Lettera ai Romani 5,5). La superficie dorata delle mattonelle è stata modellata in modo da suggerire il movimento dell’acqua increspata dal vento: l’acqua che irriga e purifica è elemento essenziale per il battesimo (“ecco, qui c’è dell’acqua, che cosa impedisce che io sia battezzato?” – Atti degli apostoli 8,36). Le mattonelle ricordano anche un roseto fiorito o un albero rigoglioso, memoria di quell’albero di vita che secondo il racconto del libro della Genesi venne piantato dal Creatore al centro del giardino di Eden (“il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare e l’albero della vita in mezzo al giardino” – Genesi 2,9).

La sagoma esterna dell’opera richiama quella della croce: una croce non dolorosa, ma fiorita e luminosa (richiamo alla tradizione armena e copta) per essere segno della vita che vince la morte, del perdono che è più forte del peccato, di un abbraccio caldo che ci accoglie (“per mezzo del battesimo siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” – Lettera ai Romani 6,4).

Rispettando le linee essenziali e moderne della chiesa, nella nuova opera non sono presenti elementi figurativi ad eccezione di una mano aperta stilizzata che scende dall’alto. È la mano benedicente di Dio Padre riprodotta secondo l’iconografia bizantina, che preferisce non rappresentare Dio interamente (rispettandone il mistero), ma solo attraverso la sua “destra potente” che agisce per fare della storia umana una storia di salvezza (“la destra del Signore si è innalzata, la destra del Signore ha fatto prodezze” – Salmo 118,16). Così la mano del Padre e la croce gloriosa del Figlio, insieme alla colomba dello Spirito che era già presente sopra al fonte, rendono presente tutta la Trinità nella celebrazione del battesimo (“andate e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” – Vangelo di Matteo 28,19).

Questa opera parietale si integra con il fonte battesimale attualmente in uso nella chiesa, composto di due pezzi. Il fonte vero e proprio è una fusione in bronzo appoggiata al pavimento, in cui il bacile per l’acqua del battesimo è sorretto da una struttura che richiama le onde del mare. Inoltre una scultura bronzea sovrasta il fonte emergendo dalla parete retrostante: rappresenta la colomba dello Spirito Santo che aleggia sulle acque, sorretta da un ramo frondoso. Il fonte, rispettando l’uso antico, si trova nella navata laterale sinistra della chiesa vicino ad una porta d’ingresso, per segnalare che con il battesimo i neonati fanno il loro ingresso nella comunità cristiana.

L’esigenza pastorale di intervenire sul fonte esistente è nata per dare maggiore dignità a quella parte della chiesa, creando quasi una “cappella del battistero”. La nuova opera vuole anche connettere in modo più organico i due elementi in bronzo già esistenti. Soprattutto vuole favorire la partecipazione dei fedeli alla celebrazione del sacramento del battesimo, facendone percepire il senso e la bellezza non con le parole, ma con il linguaggio intuitivo dell’arte.

Insieme in preghiera davanti a Maria e all’Eucarestia

Riti di benedizione, gesti di fede

Domenica 25 aprile alle ore 11 celebriamo la Messa con la benedizione della campagna e sabato 1 maggio alle ore 11 la Messa con la benedizione degli automezzi. Questi gesti antichi esprimono la nostra fede e la nostra preghiera.

Quando Dio benedice, sempre viene assicurato il suo aiuto, annunziata la sua grazia, proclamata la sua fedeltà all’alleanza. E quando sono gli uomini a benedire, essi lodano Dio e inneggiano alla sua bontà e misericordia. Dio infatti benedice comunicando la sua bontà. Gli uomini benedicono Dio proclamando le sue lodi, rendendo a lui grazie, tributandogli il culto e la devozione” (Rituale delle benedizioni).

Due preti disponibili per le confessioni in Settimana Santa

Per il celebrare il sacramento della confessione nei giorni che precedono la Pasqua, segnaliamo queste due opportunità:

  • a Basiago (don Antonio) da lunedì 29 a venerdì 2 ogni giorno ore 14-19;
  • a Reda (don Alberto) venerdì 2 ore 8.30-11.30 e sabato 3 ore 14.30-17.30.

La confessione può essere preparata con tre semplici passi, a partire da alcune parole molto forti e coinvolgenti scritte dal profeta Isaia.

Celebrare la Pasqua nel nostro territorio

Grazie alla collaborazione dei diversi consigli pastorali, abbiamo definito un programma comune per tutte le celebrazioni pasquali della nostra unità pastorale. Un rilievo del tutto particolare hanno le celebrazioni del triduo pasquale (giovedì, venerdì, sabato santo), una vera e propria immersione sensoriale per vivere da protagonisti la Pasqua di Gesù; il triduo sarà celebrato in due chiese:

  • a Reda giovedì ore 20, venerdì ore 18, sabato ore 20;
  • a Pieve Corleto ogni giorno alle ore 20.

Il venerdì santo le due proposte non sono alternative, ma complementari: a Reda alle ore 18 ci sarà la liturgia con lettura della passione, adorazione della croce, comunione eucaristica; a Pieve Corleto alle ore 20 vivremo una via crucis all’aperto sul campo sportivo.

Confessioni il 25 marzo, una “pasqua personalizzata”

Con una certa emozione ci avviciniamo alle celebrazioni pasquali, che un anno fa furono sospese a causa del lockdown: la rinuncia forzata ci aiutò a capire quanto sono preziosi e importanti per la nostra vita i riti della settimana santa. 

Un’occasione da non perdere sarà la serata di giovedì 25 marzo, in cui vivremo una celebrazione penitenziale con diversi preti disponibili per le confessioni. Il sacramento della confessione è una “pasqua personalizzata”, in cui la vita e il perdono di Dio portano luce nelle nostre zone buie. Appuntamento in chiesa alle ore 20.

Da martedì 2 marzo: la Messa prosegue, il catechismo si ferma

Da martedì 2 marzo il nostro territorio è in zona “arancione scuro”: questo provvedimento ha effetto anche sui ritmi della vita parrocchiale. Sono dunque sospese tutte le attività pastorali in presenza: riunioni, formazione, feste e ritrovi. Con la chiusura delle aule scolastiche si ferma purtroppo anche il catechismo: certamente questa è per la parrocchia la conseguenza più dolorosa.

Grazie al Cielo ci sono altre cose che possono proseguire: la scuola dell’infanzia parrocchiale rimane regolarmente aperta e continua ad accogliere i suoi 34 alunni dai 2 ai 6 anni. Anche la vita liturgica e di preghiera prosegue senza interruzioni: Messa quotidiana e festiva, adorazione eucaristica, via crucis… si continuano a celebrare, nel rispetto dei protocolli. I fedeli possono partecipare liberamente: le liturgie sono un motivo valido e sufficiente da indicare, se richiesto, nell’autocertificazione. Si continuano a programmare battesimi, matrimoni, prime comunioni e cresime.

Leggi il provvedimento della nostra diocesi.

Monastero invisibile: pregare per le vocazioni

Non accusare il pozzo di essere troppo profondo, è la tua corda che è troppo corta (proverbio indù)

Facciamo un salto al pozzo della samaritana (Gv 4), quello attorno a cui tante bocche assetate si danno appuntamento e si scopre che Dio non è dove ci sono acqua stagnante, aria asfittica, pesantezza e noia. Dio è dove c’è acqua zampillante. Giriamo attorno al pozzo, quello delle domande scomode a orari improbabili, lì dove una banale faccenda quotidiana diventa incontro decisivo e le parole aprono varchi di novità. Gustiamo per un attimo la screpolatura delle pietre, l’aria calda del giorno, il profumo della menta, il canto delle cicale, il gioco di sguardi, il dialogo che inizia dalle cose della vita e porta molto più in là.

Nel lungo brano evangelico, si nota un’assenza. La brocca c’è e l’acqua pure, ma – precisa la donna – il pozzo è profondo. Allora manca una corda. Indispensabile, ma nessuno la nomina; serve necessariamente, ma non se ne parla. Forse ritenuta ovvia. Associamo l’immagine alla preghiera per le vocazioni: imprescindibile, perché Gesù l’ha chiesta in modo esplicito, ma dimessa, discreta, nell’ombra, magari data per scontata.

Ne scriviamo oggi per riproporvi di partecipare al Monastero invisibile, cordata (appunto) di persone che ogni mese dedicano un po’ di tempo alla preghiera perché l’acqua viva del vangelo riempia le brocche dei giovani e trabocchi in passi di fiducia e generosità.

Ogni corda è un insieme di fili intrecciati: fragili se presi singolarmente; robusti se legati. Per questo la sapienza della Chiesa ci ri-corda (eccola di nuovo) che vale la pena unire le forze: il dono di nuove vocazioni conviene a tutti!

Chi aderisce riceve mensilmente e gratuitamente un semplice sussidio: lungo tutto il 2021 saranno gli amici e le amiche di Gesù ‘della prima ora’ a orientare l’intercessione chiedendo innanzitutto a noi di coinvolgerci e di farci discepoli. Infatti, come non c’è corda del pozzo che non si inzuppi d’acqua, così non c’è preghiera che non esiga e operi trasformazione.

Chi concorda… può prendere contatti con “Ufficio giovani e vocazione” e anche estendere l’invito ad altri. Accordati nel Signore, saremo esauditi. Parola Sua!

L’equipe diocesana del Monastero invisibile